L’edizione 2026 di Parallel Society si svolta ad inizio marzo 2026 nel quartiere di Marvila di Lisbona, riunendo per due giorni hacktivisti, artisti, ricercatori e sviluppatori, dedicandosi a tematiche quali controcultura, musica e innovazione tecnologica civica, proponendo una riflessione sul futuro delle società digitali, attraverso pratiche collaborative e sperimentali.
Il progetto Logos e la governance decentralizzata
Al centro dell’iniziativa c’è il movimento Logos, che promuove il rilancio della società civile attraverso tecnologie decentralizzate e blockchain. I partecipanti hanno sperimentato prototipi di auto-governo digitale e autonomia delle comunità, esplorando alternative ai sistemi statali tradizionali e nuove forme di organizzazione sociale.
Una rete globale di partner e comunità
Parallel Society è un’iniziativa no-profit curata da una coalizione internazionale di gruppi attivi nel mondo open source, privacy e crypto. Tra i partner figurano realtà come Internet Archive, Tor Project, MoneroKon, Gnosis, DarkFi, Protocol Labs e altri attori legati alla cultura digitale e alla ricerca su sistemi decentralizzati.
Giorno 1: ricerca, workshop e sperimentazione
La prima giornata è stata dedicata a un formato “unconference”, con laboratori, hackspace e sessioni collaborative su decentralizzazione, privacy e strumenti open source. Tra i relatori sono intervenuti esperti di fama internazionale come Brewster Kahle, Amir Taaki e rappresentanti di Tor e Logos. Il momento centrale è stato il lancio della testnet Logos v0.1, un ambiente per testare strumenti di governance digitale in tempo reale.
Attivismo digitale e libertà di internet
Durante la giornata è stata presentata anche una campagna di crowdfunding per sostenere infrastrutture per la libertà online, guidata da Tor e Funding the Commons. L’iniziativa supporta strumenti per giornalismo sicuro, comunicazioni private e tecnologie anti-censura, rafforzando l’ecosistema globale della privacy digitale.
Giorno 2: musica e celebrazione culturale
La seconda giornata ha trasformato l’evento in una celebrazione musicale con artisti internazionali e locali. Tra i nomi presenti DJ Stingray 313, Apparat, Kode9, Moses Boyd, Gilles Peterson e molti altri, insieme a talenti emergenti della scena lisbonese. Il programma ha unito club culture, sperimentazione sonora e performance live.
Una scena locale al centro del progetto
Oltre il 60% degli artisti proveniva da Lisbona, sottolineando l’attenzione alla scena locale. Il festival ha anche ospitato un’esposizione curata da Logos, con opere che esploravano governance emergente, anonimato e reti sociali attraverso installazioni, video e suono.
Un’esperienza collettiva e immersiva
Secondo gli organizzatori, l’evento ha creato uno spazio di partecipazione autentica, con un pubblico coinvolto e presente. L’assenza quasi totale di schermi sul dancefloor ha rafforzato l’idea di un’esperienza condivisa e immersiva.
Conclusione: verso nuovi modelli culturali e tecnologici
Parallel Society 2026 si conferma come un laboratorio di sperimentazione tra tecnologia, cultura e governance. L’evento mostra il potenziale delle reti decentralizzate e della collaborazione collettiva come alternative concrete ai modelli tradizionali.

