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Artisti e promoter: salviamo la musica live

Salviamo la musica live è l’appello che i più importanti artisti e promoter italiani rivolgono al Governo al fine di sollecitare una presa di posizione chiara e risolutiva per la sopravvivenza e il rilancio del settore della musica live in Italia.

“Riteniamo doverosa e giusta la posizione rigorosa finora assunta dall’Italia – si legge nel succitato appello – Oggi, tuttavia, per quanto riguarda i concerti e gli spettacoli dal vivo, altri Paesi come Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Inghilterra, Israele, Lettonia, Lituania, Olanda, Stati Uniti, Svizzera, Ungheria hanno già completamente aperto e altri come Irlanda, Portogallo e Svezia hanno già fissato la data di riapertura, tornando alla situazione di normalità pre-covid. Ricordiamo che da marzo 2020 il nostro settore, in particolare quello dei grandi eventi, in Italia è completamente fermo e che dal nostro comparto dipendono centinaia di migliaia di lavoratori, che hanno perso il loro lavoro con grave incertezza personale e delle loro famiglie”.

L’appello prosegue con la proposta di un protocollo condiviso sulle norme di sicurezza, ingressi agli spettacoli dal vivo soltanto con green pass, mascherine obbligatorie e controllo temperature per gli show al chiuso. Per tonare alla normalità pre-covid – si sottolinea – legata all’obbiettivo comune del successo della campagna vaccinale, di cui ci faremo parte attiva per la promozione della stessa, si chiede il 100% delle capienze con abolizione del distanziamento e che sia fissata una data certa per la ripartenza attraverso un piano condiviso da formalizzarsi entro il 31 ottobre.

Condizioni essenziali affinché anche la stagione 2022 non venga irrimediabilmente compromessa. Un appello chiaro, intellettualmente onesto e diretto alle Istituzioni che non possono più far finta di niente o continuare a girarsi dall’altra parte. Questione di giorni e arriveranno il nuovo parere del Comitato Tecnico Scientifico e le nuove disposizioni governative in materia di assembramenti. Il vecchio adagio “non è mai troppo tardi” potrebbe essere ancora valido. Per l’ultima volta.

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